A partire dal 1° gennaio 2024, la Legge di Bilancio ha apportato diverse novità per il settore dell’edilizia. Molte di queste hanno toccato il Superbonus e coloro che hanno usufruito di questa possibilità.

La novità più importante è che alle plusvalenze che derivano dalla vendita di immobili oggetto di lavori con Superbonus, e venduti entro i 10 anni successivi ai lavori, sarà applicata l’imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito al 26%.

Una durata che è raddoppiata rispetto alle prime bozza, anche se la legge lascia ancora qualche spazio per alcuni casi specifici.

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Tra Superbonus e tasse sulla plusvalenza: ecco le novità

Il Ministro Giorgetti dunque sembra non aver toccato le norme che regolano la cessione del credito, ma come detto nella nuova Legge di Bilancio ci sono misure che riguardano il Superbonus, e soprattutto le plusvalenze derivanti dalla vendita di immobili.

Per le plusvalenze realizzate dalla “cessione a titolo oneroso di beni immobili” entro 10 anni dalla fine dei lavori da Superbonus, si applica l’imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito, di cui all’articolo 1, comma 496, legge 23 dicembre 2005, n. 266.

L’imposta si calcola nella misura del 26%, e vale come detto per i 10 anni successivi alla fine dei lavori, mentre nella prima bozza di testo si parlava di 5 anni.

La manovra ha lo scopo di evitare le speculazioni sulla vendita di edifici che sono stati oggetto di lavori finanziati dallo Stato. La nuova regola è entrata in vigore dal 1° gennaio 2024.

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Novità sui costi inerenti agli immobili

Altra novità è quella sui costi inerenti agli immobili. Nel calcolarli infatti non si considereranno i costi relativi agli interventi di superbonus con agevolazione al 110% se il beneficiario ha scelto la modalità della cessione del credito o dello sconto in fattura. Dopo 5 anni dal termine dei lavori, i costi saranno considerati per il 50% delle spese.

Gli stessi immobili, se costruiti o acquistati oltre i cinque anni dalla fine dei lavori, il prezzo di acquisto o quello di costruzione sarà rivalutato sulla base della variazione dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati.

Le eccezioni

Nel testo della Legge sono previste alcune eccezioni. Sono intanto esclusi gli immobili che si acquistano per successione.

La tassazione poi non si applica alle unità immobiliari adibite ad abitazione principale del venditore o dei suoi familiari per la maggior parte dei 10 anni precedenti alla cessione. Se tra la data di acquisto o costruzione e la vendita sia trascorso un periodo inferiore a 10 anni, il requisito si deve valutare su tale periodo. Così si escludono dall’applicazione dell’imposta sostitutiva le compravendite che non sono dettate da finalità speculative.

Insomma, novità importanti anche per tutte le agenzie immobiliari che hanno per le mani trattative o immobili da vendere ma che hanno magari subito lavori di ristrutturazione da Superbonus. L’agente immobiliare dovrà infatti, nella trattativa e nello stabilire il prezzo di vendita, tener conto della nuova tassazione e delle nuove norme.

 

Per chi deve vendere una casa la scelta dell’agenzia immobiliare seria è sicuramente il primo passo da fare. Nonostante infatti negli ultimi anni alcuni abbiano deciso di puntare su una vendita dell’immobile senza l’aiuto delle agenzie immobiliari, affidarsi ad un vero professionista (agente immobiliare) fa tutta la differenza del mondo.

L’agenzia deve adattarsi alle esigenze del cliente, non è mai il contrario! Vediamo quindi alcuni consigli per scegliere un’agenzia immobiliare seria nel caso in cui stiate decidendo di vendere casa.

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Comprendere il cliente

Come dicevamo, il buon consulente immobiliare è quello che capisce quali sono le esigenze del cliente e cerca di soddisfarle in tutti i modi. In un momento come questo, in cui il mercato immobiliare stenta a riprendere, l’agenzia immobiliare seria fa tutta la differenza del mondo.

Il lavoro di intermediario che svolge l’agente ha un valore inestimabile, che comprenderete magari solo dopo aver venduto la vostra casa. Ecco perché per questo lavoro va considerata una commissione, una percentuale calcolata sulla cifra di vendita della casa.

Le caratteristiche di un’agenzia immobiliare seria

La prima regola per un’agenzia immobiliare è quella di saper accogliere il cliente, prestando attenzione anche ai più piccoli particolari. Chi compone l’agenzia deve essere gentile e disponibile, rispondere subito al telefono e alle email che inviamo.

L’accortezza con la quale si tratta il cliente è il biglietto da visita dei professionisti del settore immobiliare, e ciò può portare anche al famoso passaparola, così potremo consigliarla a parenti ed amici nel caso ne avessero bisogno.

La scelta sui servizi

Le agenzie immobiliari non offrono tutte gli stessi servizi. In questo caso vi consigliamo di scegliere professionisti che sono sul mercato da molto tempo, che abbiano esperienza, e che in qualche modo siano anche certificati per il loro lavoro.

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Un’agenzia immobiliare seria può spesso proporre anche servizi di consulenza completi per acquisto e vendita di immobili. In alcuni casi si possono attivare anche consulenze legali, di costruzione, di ristrutturazione e di gestione del credito.

Le opzioni e il processo di vendita

Molto spesso per scegliere basta dare un’occhiata alla lista degli appartamenti in vendita: se le case non sono di livello accettabile, questo vi farà capire anche il livello dell’agenzia. Nella costruzione delle opzioni e degli annunci, poi, fate sempre attenzione che l’agenzia sia chiara.

Alla prima chiacchierata con l’agente deve essere molto chiaro il processo di vendita, in ogni suo passaggio, così come le cifre di eventuali trattative. Controllate poi sempre, se potete, che tutti i permessi siano a posto, così come il rispetto delle normative.

Altra cosa a cui fare attenzione è l’uso degli strumenti social e internet, che sono la base ormai di questa attività. Valutiamo l’agenzia in base anche a ciò che c’è scritto in rete, facendo delle ricerche. Partite dal sito dell’agenzia e poi dai suoi profili social, per capire anche come lavora sul web. E se necessario spulciamo nei forum specializzati o parliamo con chi ha avuto a che fare con questa agenzia.

 

Se volete acquistare o vendere casa, dovete sapere che ciò a cui state dando il via è una trattativa immobiliare, che può essere più o meno lunga e più o meno difficile. Solitamente al prezzo che si propone viene chiesto sempre uno sconto, ed ecco perché il venditore deve essere pronto a valutare ogni opzione.

Proprio il venditore deciderà infatti se accettare o meno la proposta dell’acquirente: ecco perché si parla di trattativa immobiliare.

La trattativa immobiliare: che cos’è e come funziona

Chi decide di acquistare casa fa solitamente tutta una serie di valutazioni sull’immobile: zona, tipologia, prezzo. In questa fase è sempre meglio farsi aiutare da un professionista, cioè un agente immobiliare esperto che possa guidare l’acquirente nella trattativa.

Anche chi decide di vendere casa ha bisogno di un aiuto da parte di un’agenzia immobiliare, che segue il cliente in tutte le fasi più importanti della trattativa, dalla raccolta dei documenti fino alla negoziazione sul prezzo.

Ricordate che la trattativa immobiliare è una negoziazione vera e propria. Chi acquista ha un budget stabilito e non sempre corrisponde con il valore che il venditore dà alla propria casa. Le valutazioni sul prezzo sono quindi molto importanti, come quelle sulla zona dopo aver visto una serie di annunci.

La trattativa immobiliare comprende anche le fasi del controllo su tutti i documenti e sullo stato dell’immobile: vizi, eventuali condizioni e ristrutturazioni.

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In questa fase della trattativa chi vende casa sceglie un prezzo che considera idoneo per l’immobile, ed attende le proposte di acquisto che poi dovrà valutare.

La vera trattativa immobiliare

Una vera trattativa immobiliare avviene quando si arriva a contrattare sul prezzo. Solitamente il margine è del 5-7% in meno rispetto al prezzo stabilito. Ecco perché solitamente si cerca di aggiungere qualcosa sul valore dell’immobile.

La trattativa è la prima fase della compravendita, quando l’acquirente, in base al prezzo fatto dal venditore, avanza una proposta. In questa fase va ricordato che l’empatia gioca un grande effetto.

Consigli su come affrontare una trattativa immobiliare

Se sei un acquirente, ecco qualche consiglio:

  • Non visitare troppe volte l’immobile, per non mostrare interesse eccessivo
  • Presenta un’offerta ragionevole che si basi sul mercato della zona e sulle condizioni della casa
  • Poni un limite al venditore per l’accettazione dell’offerta (ad es: 5 giorni)
  • Flessibilità sulla consegna dell’immobile e sulla firma del contratto
  • Spiega il motivo della proposta

Per chiudere positivamente una trattativa immobiliare l’acquirente deve avere in mente il suo budget, mentre il venditore sapere sotto a quale cifra non vuole scendere. In queste fasi la prima cosa a cui pensare è comunque la correttezza: fornire informazioni veritiere per evitare conflitti e non detti.

Ricordate che la trattativa è una mediazione tra due interessi in contrapposizione: vendere l’immobile ottenendo il maggior profitto ed acquistarlo con la minore spesa. Ecco perché è fondamentale il ruolo dell’agente immobiliare.

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La contrattazione sul prezzo

In genere la contrattazione sul prezzo si aggira dal 5 al 7%, questo perché chiedere uno sconto troppo elevato non permette di arrivare a chiusura. Solitamente la proposta si abbassa di molto quando il valore dell’immobile è palesemente fuori mercato o quando il venditore ha fretta di chiudere e quindi potrebbe abbassare il prezzo.

Di solito però le agenzie immobiliari serie non prendono mai incarichi quando il prezzo è molto al di sopra di quello di mercato, perché vuol dire perdita di tempo e di denaro.

 

Come tutti saprete, se vi rivolgete ad un’agenzia immobiliare per vendere la vostra casa, dovete mettere in conto che una quota sulla cifra finale di vendita andrà proprio al mediatore (agente immobiliare) che ha concluso l’affare.

Anche la Corte di Cassazione si è espressa in merito, indicando che la provvigione per l’agenzia immobiliare scatta solo nel caso dell’avvenuta vendita, e si calcola sul prezzo finale di acquisto. Il mediatore ha diritto alla provvigione solo nel momento in cui il contratto è eseguito, e quindi la vendita conclusa.

Va quindi inteso come unico vincolo giuridico la proposta preliminare di compravendita che le parti siglano tra loro, mentre non hanno valore le intese parziali.

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Che cos’è la provvigione per l’agenzia immobiliare e a quanto ammonta

La provvigione per l’agenzia immobiliare è la cifra che viene corrisposta all’agente immobiliare per il suo lavoro svolto. Lavoro che inizia con la conoscenza del cliente, con la creazione dell’annuncio e arriva fino alla proposta primaria e alla conclusione della vendita, con la firma di chi vende e di chi compra.

La percentuale della provvigione viene calcolata sul prezzo finale di vendita, dopo che viene siglato l’accordo giuridico finale tra le parti. Va dal 2% e può arrivare fino al 5%. Il mercato però presenta casi con percentuali più basse (1%) o molto più alte (10%).

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La Cassazione e il Diritto di provvigione

Se si sottoscrive una proposta di acquisto non vuol dire che si è concluso l’affare. Come ricorda l’art. 1755 Codice Civile, comma 1, il diritto di provvigione sorge nel momento in cui si è concluso l’affare, cioè quando tra le parti sorge un vincolo giuridico che abilita ciascuna parte ad agire per eseguire il contratto stesso.

Un affare si dice concluso quando si compie l’atto che dà all’agente il diritto di agire per l’adempimento o per il risarcimento.

Il diritto di provvigione non sussiste invece se tra le parti vi è un vincolo che serve solo per dare il via alle fasi successive dell’adempimento. Ciò che vale, dunque, è quanto scritto nella proposta di acquisto.

 

Il preliminare di compravendita è uno dei documenti più importanti quando si vuole vendere o acquistare casa. Chiamato anche compromesso, è il documento attraverso il quale il venditore e l’acquirente si impegnano in maniera vincolante tra loro a portare a termine la trattativa. Dopo di questa fase si passa al rogito, con cui si trasferisce definitivamente la proprietà dell’immobile.

Un documento importante dunque, alla cui compilazione vi accompagnerà l’agente immobiliare. Sono le agenzie immobiliari, infatti, che hanno la maggiore esperienza in questa fase. Ecco perché nella compravendita di un immobile vi consigliamo sempre di rivolgervi a loro.

Nel contratto preliminare di compravendita l’acquirente si impegna a versare la somma finale per l’acquisto dell’immobile, ed anche una somma come anticipo. Il venditore invece si impegna a non prendere accordi con altri e a consegnare la casa libera e sgombra

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Gli elementi essenziali del preliminare di compravendita

Questo documento deve essere chiaramente messo per iscritto e deve contenere alcuni elementi fondamentali. Prima di tutto la proposta di acquisto dell’immobile accettata, comprendente:

  • Il consenso di entrambe le parti
  • I dati relativi all’immobile (descrizione, indirizzo, dati catastali, planimetrie, APE)
  • Il prezzo sul quale ci si accorda
  • Spese condominiali
  • Modalità di pagamento
  • Copia degli assegni
  • Atto di provenienza
  • Informazioni e documenti sulle parti

Ci sono poi una serie di elementi facoltativi che il compromesso può contenere:

  • Delibera del mutuo da parte di un istituto di credito
  • La data entro cui stipulare il contratto di compravendita
  • La cifra della caparra che si sommerà al pagamento finale

La registrazione del compromesso

Il contratto preliminare di compravendita può essere redatto anche dall’agenzia immobiliare, e va autenticato dal Notaio, così da avere tutte le garanzie specifiche. Una volta autenticato bisogna registrarlo presso l’Agenzia delle Entrate, entro 30 giorni dalla sottoscrizione. Nel sito dell’Agenzia si possono trovare tutte le informazioni.

Per la registrazione del documento, che deve essere presentato in duplice copia firmate in originale, ci sono alcuni costi da prevedere:

  • Imposta di registro fissa di 200 €
  • Imposta di bollo di 16 € ogni 4 facciate o ogni 100 righe
  • Imposta di registro proporzionale pari a 0,5 della caparra confirmatoria e al 3% delle somme come acconto di vendita. Questa spesa sarà poi detratta da quella per la registrazione del contratto definitivo

Occorre presentare quindi anche:

  • copie firmate in originale del modulo F24 (con pagamento) e del Modello 69
  • documento d’identità e codice fiscale del richiedente (acquirente)
  • eventuali allegati con relative marche da bollo di 2 euro

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La proposta di acquisto immobiliare è uno dei documenti più importanti che vengono redatti durante le fasi di acquisto o di vendita di un immobile.

Se avete deciso di vendere casa attraverso un’agenzia immobiliare, o se nell’acquistarla avete deciso di affidarvi ad un agente immobiliare, ecco tutto ciò che dovete sapere sulla proposta di acquisto immobiliare.

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Che cos’è la proposta di acquisto immobiliare

La proposta di acquisto immobiliare è un documento che viene preparato da chi è intenzionato a comprare casa, e che vuole definire determinate condizioni che riguardano prezzo, tempi, modalità per il pagamento. Ecco perché viene anche definita proposta di acquisto condizionata.

Questa proposta è irrevocabile e immodificabile, anche secondo l’articolo 1329 del Codice civile. Irrevocabile vuol dire che “se il proponente si è obbligato a mantenere ferma la proposta per un certo tempo, la revoca è senza effetto”. L’acquirente che l’ha firmata rimane dunque vincolato fino a che non vi sia un espresso rifiuto del venditore o un’accettazione parziale.

I documenti più importanti nella compravendita immobiliare 

Se avete deciso di acquistare casa saprete bene che ci sono tre documenti fondamentali per completare tutti i passaggi.

Il primo è appunto la proposta di acquisto immobiliare, su cui vengono definiti alcuni tratti fondamentali. Si passa poi al preliminare di compravendita (compromesso immobiliare) e poi c’è il rogito notarile, il vero atto di vendita dal notaio. I primi due documenti in realtà non sono obbligatori e sono usati quando la vendita non è immediata.

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La proposta di acquisto e la caparra

In genere la proposta di acquisto immobiliare si costruisce con un modello precompilato a cui segue il versamento di una caparra. Così l’acquirente si impegna a mantenere e a non modificare le volontà per un certo periodo di tempo. Passato questo tempo, se la proposta non viene accettata il venditore deve restituire la caparra.

La caparra è diversa dall’anticipo ed è da considerarsi solo come garanzia, nel caso in cui il contratto non arrivi dal notaio per colpa dell’acquirente. In quel caso il venditore può trattenere la somma.

Importante è la differenza tra la proposta di acquisto, che è un documento unilaterale che non vincola il venditore (che può valutare anche altre proposte) e il preliminare di compravendita (compromesso) che invece vincola entrambe le parti verso la stipula del contratto.

La durata della proposta di acquisto immobiliare

La durata della proposta di acquisto non è molto lunga, circa due settimane nel quale il venditore prende una decisione. Una durata maggiore può provocare una perdita di efficacia. Al momento della stipula si versa una caparra, variabile in base al valore della casa. Al termine del periodo il venditore può:

  • Accettare la proposta e passare così al preliminare;
  • Non accettare e quindi restituire la caparra. L’acquirente può ritirarsi o procedere con altra proposta;

Quando il venditore accetta l’acquirente non può più tirarsi indietro. Un eventuale ripensamento porta a vari risarcimenti.

I controlli nel momento della proposta

La proposta di acquisto è un documento importante, ed è bene che in questa fase vengano controllati tutti i documenti e i vari aspetti:

  • La certezza della proprietà;
  • Eventuali vincoli che possono ostacolare la vendita (ipoteche, agibilità, concessioni edilizie, condoni ecc.);
  • Regolamento condominiale;
  • Saldo di tutte le spese condominiali;
  • Certificazioni degli impianti
  • Valutazioni sul mutuo

 

Se hai deciso di mettere in vendita la tua casa, saprai che per farlo avrai bisogno di una grossa mano da parte dei professionisti del settore. Puoi anche scegliere di vendere casa da solo, ma il nostro consiglio è quello di affidarti ad agenzie immobiliari serie, che possano consigliarti e guidarti.

Vediamo quindi quali sono le caratteristiche e gli elementi a cui devi fare attenzione quando stai scegliendo le agenzie immobiliari più serie per vendere la tua casa.

L’iscrizione delle agenzie immobiliari all’albo professionale

Per esercitare la professione di agente immobiliare è necessario essere iscritti all’albo professionale, altrimenti è vietato operare sul mercato. Questo è il primo elemento che devi verificare, perché purtroppo in giro è pieno di “finti” professionisti e abusivi pronti a sondare il mercato immobiliare.

Per l’iscrizione all’albo occorre aver seguito dei corsi impegnativi e sostenere degli esami. Solo chi supera questi livelli può essere considerato un professionista. Le agenzie immobiliari più serie sono quindi quelle che mostrano i propri certificati.

Se poi ci sono altri premi o certificazioni da mostrare, vuol dire che siete di fronte a super professionisti, e le percentuali di riuscita della vendita salgono notevolmente. Immobiliare Serini ha avuto il Certificato di Eccellenza per il suo lavoro!

La verifica dei documenti dell’immobile

Diffidate sempre di chi lavora in modo superficiale, senza approfondire ogni questione. Le agenzie immobiliari più serie richiedono sempre una gran quantità di documenti, che poi andranno valutati più e più volte. Di solito i documenti che vengono richiesti sono:

  • Copia del rogito di acquisto
  • Copia dei documenti personali di chi vende
  • Attestazione di Prestazione Energetica (APE)
  • Documentazione urbanistica e verifica della conformità urbanistica e catastale

In caso manchi qualcosa ecco che i professionisti delle agenzie ti aiutano a reperire il resto.

L’Associazione di categoria

Non è una cosa obbligatoria, ma è il segnale che l’agenzia si qualifica ancor di più. L’iscrizione, inoltre, permette di avere una serie di vantaggi come la formazione continua, l’aiuto fiscale e un supporto burocratico, fonti di notizie.

Tra le principali associazioni per le agenzie immobiliari ci sono la FIAIP (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali) e la FIMAA (Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari)

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Gli altri aspetti da valutare

Ci sono poi una serie di altri fattori da valutare, che però rientrano nella sfera della soggettività. Uno di questi è se scegliere un’agenzia piccola o una più grande.

Solitamente in quella piccola succede che il titolare si occupa anche di altri aspetti, come la redazione degli annunci, fissare gli appuntamenti, seguire la parte dei documenti. In quella grande invece ci sono diverse figure per i vari aspetti.

Da entrambe le parti ci sono lati positivi e negativi, perché se in quella più grande c’è una certa specializzazione in più, in quella piccola la possibilità di essere seguiti dalla stessa persona vale molto.

Stesso discorso vale se dovete fare una scelta tra un grande marchio/brand o un free lance. Comunque la pensiate, ci sono alcuni elementi da valutare sempre:

  • L’esperienza sul campo
  • La precisione nella verifica dei documenti
  • La qualità dei servizi offerti
  • Chi ti propone la vendita in esclusiva dell’immobile

In molti si chiedono spesso che cosa sia il foglio di visita immobiliare e cosa voglia dire firmarlo. Diciamo subito che è un documento utile per chi sta cercando di comprare casa e che comporta un vincolo con l’agenzia immobiliare che si sceglie.

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Cos’è il Foglio visita immobiliare

Questo documento è una dichiarazione unilaterale nella quale chi ha visto l’immobile, conferma di aver effettuato il sopralluogo grazie all’aiuto del mediatore (agente immobiliare). Molto spesso è presente anche la dicitura di “aver ricevuto informazioni per la prima volta”.

All’interno ci sono i dati anagrafici del cliente/visitante, quelli dell’immobile, le date e alcune dichiarazioni già spuntate. Solitamente non c’è la firma né del proprietario e né dell’agenzia immobiliare.

In quasi nessun caso, correttamente, non c’è traccia degli accordi sulla futura ed eventuale provvigione che spetterà all’agenzia. In sostanza è uno strumento che attesta l’operato dell’agenzia.

Le finalità

Il Foglio visita immobiliare serve all’agente per avere una dimostrazione che il cliente ha visitato quell’immobile grazie al suo lavoro, e quindi una sorta di dimostrazione del lavoro verso il proprietario che vuole vendere.

Lo scopo del mediatore infatti è proprio questo: mettere in relazione domanda e offerta, accontentare reciprocamente sia il venditore che il compratore. Il documento è anche una sorta di tutela per il professionista.

La validità

La firma sul Foglio vale per tutte le persone che siano riconducibili al firmatario ed ha validità di un anno. Ogni aspetto di lealtà, di buona fede e di legalità potranno poi sempre essere risolti nelle sedi opportune.

Ricordate che questo documento non ha nulla a che vedere con il l’informativa privacy, che invece deve essere firmata dal professionista durante la visita per autorizzare il trattamento dei dati personali.

Le agenzie immobiliari più serie hanno sempre una grande trasparenza verso il cliente.

Firmare il Foglio visita immobiliare non è obbligatorio, ma il mediatore potrà rifiutarsi, se non lo fate, di mostrarvi l’immobile. E solitamente è il motivo per il quale i mediatori che lavorano senza mandato in esclusiva fissano l’appuntamento molto lontano dall’immobile. Se rifiutate di firmare non potrete mai sapere qual è la casa in vendita.

 

Quanti di voi sanno davvero che cos’è un’Agenzia Immobiliare e quali sono i compiti e le funzioni che svolge? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza attorno ad un tema sul quale non sembra esserci molta chiarezza.

Come si compone un’Agenzia Immobiliare

 

L’Agenzia Immobiliare è sostanzialmente un’impresa che ha il compito di “mediare”, cioè mettere in relazione due o più parti all’interno di una trattativa. Importante è sapere che l’Agenzia non deve essere legata da collaborazioni o rapporti con nessuna di queste parti. Svolge la sua funzione di mediazione tra acquirente e proprietario di immobili, per locazioni o compravendite.

 

C’è anche una legge che disciplina questa impresa, ed è la n.39 del 1989 e dal DM 26 ottobre 2011. Si compone di uno o più Agenti immobiliari, una figura professionale che deve essere in possesso di un patentino per poter esercitare. L’Agente deve aver frequentato un corso di abilitazione ed aver superato un esame alla Camera di Commercio. Una volta superato l’esame ci si inscrive al Registro delle Imprese.

 

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Che cosa fa un Agente Immobiliare

 

Chi svolge il lavoro di Agente Immobiliare deve avere conoscenze di diritto civile e diritto tributario, visto che di frequente si può avere a che fare con fallimenti, questioni familiari, successioni ecc.). deve poi avere bene a mente le nozioni del codice civile per quello che riguarda i diritti ed i doveri della professione. Importante anche il diritto urbanistico per i contratti ed i rapporti con il catasto e l’estimo.

 

Capite bene che stiamo parlando di un vero professionista. L’Immobiliare Serini, infatti, svolge questo lavoro da moltissimi anni, riuscendo a garantire il massimo della qualità in ogni servizio. Per questo ha ricevuto anche un certificato di eccellenza.

 

Perché è importante un’Agenzia Immobiliare

 

In questi ultimi anni molte persone non credono all’importanza delle Agenzie Immobiliari, e in molti casi preferiscono vendere casa senza agenzia. Tenete sempre presente che il settore immobiliare è molto particolare, e che non è difficile incontrare agenzie poco serie o sprovviste dei requisiti basilari.

 

Ma dovete continuare a fidarvi, perché per vendere una casa non basta solo saper scattare delle belle foto e saper muoversi sui social. Le fasi della trattativa sono molto complesse. L’Agenzia, tra le altre cose:

  • Effettua una valutazione precisa dell’immobile
  • Valuta la conformità urbanistica ed edilizia
  • Presenta la casa al meglio e quindi ne aumenta il valore agli occhi dell’acquirente
  • Gestisce i contratti per concludere la trattativa
  • Sa gestire ogni aspetto del digital marketing
  • Ha pronto un bacino di potenziali clienti

 

In molti hanno forti dubbi per il fatto che le Agenzie Immobiliari richiedano una commissione per la vendita della casa, ma è il loro lavoro. Un lavoro faticoso e meticoloso, che vi farà risparmiare moltissimo tempo se deciderete di affidarvi a loro.

 

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Se avete deciso di vendere la vostra casa vi starete probabilmente chiedendo se è meglio provare a fare tutto da soli o rivolgervi ad un’Agenzia Immobiliare che vi possa seguire in tutte le fasi. Una scelta che è sempre azzeccata, perché i professionisti dell’agenzia potranno farvi risparmiare tempo, vendendo la vostra casa al massimo prezzo e con il minimo tempo. Cerchiamo ora di capire un po’ meglio cos’è e come funziona il mandato di un’agenzia immobiliare.

 

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In questo articolo https://www.immobiliareserini.it/vendere-casa-tramite-agenzie-5-motivi-per-affidarti-ai-professionisti/ abbiamo già spiegato perché è importante rivolgersi ad un’Agenzia immobiliare seria e competente, e di come il professionista possa seguirvi per presentare al meglio la vostra casa, analizzare le conformità e i vari aspetti, gestire la trattativa e i contratti.

 

Il mandato di un’agenzia immobiliare

 

Il mandato è in sostanza un incarico di mediazione che chi sta cercando di vendere casa affida all’agenzia, la quale viene incaricata di svolgere alcuni compiti che poi portano alla vendita dell’immobile. Un contratto a tutti gli effetti che impegna i firmatari a rispettare gli accordi e che può essere impugnato se violato.

 

Qui entra in campo l’agente immobiliare, che vi supporterà durante la vendita dell’immobile e che medierà tra voi venditori ed i possibili acquirenti.

 

Il mandato solitamente dura dai sei mesi ad un anno, e la scadenza deve essere sempre contenuta nel contratto che si va a firmare. Molto spesso si inserisce anche l’opzione di rinnovo automatico, nel caso in cui entrambe le parti non volessero la disdetta. Assicuratevi sempre che ci siano queste specifiche, in base agli accordi presi.

 

Alla scadenza del mandato l’agente non è più tenuto a proseguire con la vostra pratica. Se prima della scadenza si è riusciti a mettere in contatto venditore e compratore e a portare a termine la compravendita, ecco che allora scattano le provvigioni, cioè la quota che spetta all’agenzia per il lavoro svolto.

 

Quando il mandato è esclusivo

 

Il mandato ad un’agenzia immobiliare può essere anche esclusivo, ed è una clausola che obbliga l’agenzia ad operare al meglio e per conto del proprietario. Se infatti il proprietario decidesse di affidare l’incarico a più agenzie, queste non avrebbero un grande interesse a svolgere il lavoro al 100%, perché si entrerebbe troppo in competizione, che potrebbe generare battaglie sul prezzo e quindi portare ad una vendita al ribasso.

 

Se un immobile viene pubblicizzato da più agenzie ecco che nei clienti ci potrebbe essere confusione, mentre l’obiettivo è vendere in poco tempo e ad un buon prezzo. L’incarico in esclusiva è quindi la soluzione migliore per massimizzare gli sforzi per promuovere l’abitazione.

 

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