Fonte: idealista.it

Prosegue il trend di decisa accelerazione del mercato dei mutui immobiliari, soprattutto nella componente dei mutui per l’acquisto di abitazioni, che segna  un  +34.9%. In rallentamento, invece, la dinamica delle surroghe, in quanto nel tempo si è sensibilmente ridotto il bacino di utenti per i quali questa operazione risulta conveniente. Sono i dati del 41° Osservatorio sul Credito al Dettaglio curato da Assofin, Crif e Prometeia relativi ai primi nove mesi del 2016.

L’indagine ha evidenziato che nei primi nove mesi del 2016 le erogazioni di mutui immobiliari alle famiglie hanno proseguito la crescita già riscontrata negli ultimi due anni. La componente dei mutui per l’acquisto di abitazioni, che costituisce la parte più consistente delle nuove erogazioni, mostra un trend in decisa accelerazione (+34.9%), che rispecchia il miglioramento nell’andamento delle compravendite immobiliari residenziali.

La componente “altri mutui”, invece, dopo le performance molto positive dell’ultimo biennio, ridimensiona notevolmente il trend di crescita (+17%). Tale andamento è dovuto principalmente al marcato rallentamento delle surroghe, per le quali si delinea una progressiva riduzione del bacino di mutui per le quali tale operazione risulta conveniente.

Nel periodo gennaio-settembre 2016 si interrompe la riduzione degli importi finanziati e delle durate contrattuali dei nuovi mutui, che aveva caratterizzato gli ultimi anni a seguito del boom delle surroghe, e i mutui a tasso fisso raggiungono quasi i due terzi delle erogazioni grazie ai tassi di riferimento ai minimi storici, che hanno spinto le famiglie meno propense al rischio a preferire la certezza di una rata costante per tutta la durata del contratto, sia alle nuove offerte a tasso fisso proposte da molte banche al fine di fidelizzare la clientela.

Ma cosa è successo sul fronte della rischiosità? Durante il secondo e terzo trimestre del 2016 gli indicatori di rischio hanno mostrato una ulteriore riduzione della rischiosità dei prestiti al consumo rispetto alle precedenti osservazioni. In particolare, il tasso di default (ovvero l’indice di rischio di credito di tipo dinamico che misura le nuove sofferenze e i ritardi di 6 o più rate nell’ultimo anno di rilevazione) del credito al dettaglio nel suo complesso (quindi mutui immobiliari più credito al consumo) a fine settembre si è attestato all’1.8%, tornando sui livelli pre-crisi.

La rischiosità dei mutui immobiliari ha proseguito il lento, ma progressivo caloiniziato ormai da diversi trimestri e a settembre 2016 il tasso di default si colloca all’1.4%, sfiorando il livello che si osservava nel periodo pre-crisi.

Il credito alle famiglie nel suo complesso mostrerà nel triennio 2016-2018 un consolidamento della crescita, al netto di alcuni elementi di incertezza legati alle prospettive economiche e politiche e al processo di riforma della regolamentazione del sistema finanziario. Dal lato della domanda, le famiglie con migliori condizioni economiche potrebbero ripensare a quelle decisioni di acquisto, relative soprattutto a beni durevoli e immobili, che erano state accantonate durante la crisi, aumentando così il ricorso al credito. Al contempo, le condizioni di offerta resteranno ancora convenienti, favorite sia dalla migliorata qualità del credito sia dai tassi di mercato a breve termine che rimarranno su livelli molto bassi.

Grazie all’aumento di occupazione e reddito disponibile, ai tassi di interesse ancora contenuti e al progressivo miglioramento del mercato immobiliare i flussi di prestiti per l’acquisto di abitazioni si consolideranno ulteriormente nel prossimo biennio, seppur con ritmi di crescita più contenuti rispetto a quelli degli ultimi anni. Il ricorso alle surroghe e sostituzioni, che ha sostenuto il comparto nell’ultimo periodo, rallenterà progressivamente per il venir meno delle condizioni di convenienza.

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